A TEMPO DI BLOG

Seguici!
Formazione e Informazione in Tempo Reale
Visualizzazione post con etichetta calvanese domiciliazioni legali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calvanese domiciliazioni legali. Mostra tutti i post

mercoledì 20 giugno 2012

ISERNIA DOMICILIAZIONE

Due sub commissari al fianco di Vardè per rimettere Isernia in carreggiata Non ha perso tempo il commissario chiamato a guidare il Comune di Isernia fino alle prossime elezioni. Annunziato Vardè, appena arrivato nel capoluogo, ha incontrato il prefetto di Isernia, Filippo Piritore, l’ex sindaco Ugo De Vivo e i dirigenti di Palazzo San Francesco per conoscere quali saranno le priorità che dovrà affrontare nel suo mandato. I suoi interlocutori non gli hanno nascosto che c’è preoccupazione soprattutto per la situazione finanziaria dell’ente. In meno di quindici giorni dovrà essere stilato il bilancio, ma anche i rendiconti economici degli anni passati dovranno essere analizzati per capire in che stato versano le casse del Municipio. Il richiamo della Corte dei Conti sullo sforamento del patto di stabilità potrebbe creare non pochi problemi per quanto riguarda la possibilità di chiedere finanziamenti e contrarre nuovi mutui. Intanto, il prefetto Piritore ha deciso di affiancargli due sub commissari. Si tratta di Giovanna Lombardi, viceprefetto di Isernia, e di Patrizia Perrino, dirigente del servizio Contabilità e Gestione Finanziaria presso la prefettura di Campobasso. “Ancora devo rendermi conto di cosa troverò - ha dichiarato il neo commissario Vardè - ma ad oggi nessun Comune d’Italia può sentirsi sicuro dal punto di vista finanziario. Quindi non sono così pessimista”. Per Vardè questa è la quattordicesima esperienza alla guida di un ente municipale. Ha gestito per anni città come Tropea e Vibo Valentia: “Tutte esperienze emozionanti, ovunque ho lasciato un bel ricordo e in alcuni casi mi hanno persino conferito la cittadinanza onoraria”. Per dedicarsi a tempo pieno al nuovo ruolo il funzionario prefettizio si trasferirà nel capoluogo pentro ed ha deciso di lasciare l’incarico da commissario in Campania, dove era stato chiamato per gestire la delicata problematica sui rifiuti, non senza qualche rammarico per non essere stato messo in condizione di portare a termine la sua missione.

venerdì 11 maggio 2012

AVVOCATI ISERNIA CALVANESE

Commenta Stampa Segnala OUA, sciopero bianco contro l'aumento della pressione fiscale sugli avvocati OUA, comunicato 08.05.2012 CRISI ECONOMICA, SCIOPERO BIANCO CONTRO IL GRAVE AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE SUGLI AVVOCATI, L’AGGRESSIONE ALLA PROFESSIONE FORENSE E AL SISTEMA GIUSTIZIA DE TILLA, OUA: “OLTRE IL 60% DEL REDDITO DI UN AVVOCATO FINISCE NELLE TASSE. LA GIUSTIZIA VIENE ROTTAMATA, LA PROFESSIONE FORENSE SNATURATA. È UNA SITUAZIONE INTOLLERABILE, PER QUESTA RAGIONE DAL 15 MAGGIO AL 16 GIUGNO SARÀ SCIOPERO BIANCO” Dura nota dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua), la rappresentanza politica degli avvocati italiani, contro la politica in atto sulle libere professioni e la giustizia. Maurizio de Tilla, presidente Oua ricorda che «l’avvocatura sostiene, per la propria parte, il peso della crisi economica e dell’inasprimento delle imposte che, insieme ai contributi e agli accessori, supera la percentuale del 60 per cento di quanto si guadagna. Un’enormità». «Se il reddito annuo è di 50 mila euro – spiega - restano in tasca all’avvocato meno di 1500 euro al mese, senza considerare il rischio della professione e l’organizzazione dello studio. Un importo irrisorio che rende difficile la sopravvivenza di una larga parte dei professionisti ( specie i più giovani) e dei loro nuclei familiari. D’altro canto il Governo – invece che agevolare il lavoro professionale – lo ostacola abolendo le tariffe e inserendo soci di capitale nelle società professionali». «A questo disegno di snaturamento dell’identità dell’avvocato e di liberalizzazione selvaggia – continua il presidente Oua - si accompagnano iniziative di rottamazione dei diritti dei cittadini, con l’obbligatorietà di una incostituzionale “media conciliazione”, con l’incremento spropositato dei contributi unificati, con la soppressione di un migliaio di uffici giudiziari, con le carenze di risorse e di giudici». «La volontà di dialogo da parte della Politica è scarsa – conclude de Tilla – assistiamo a un’azione cieca e irresponsabile: si cancellano identità e diritti e si eliminano presidi di giustizia e di legalità. Per tutte queste ragioni siamo costretti a ricorrere allo sciopero bianco, che come Oua abbiamo proclamato dal 15 maggio al 16 giugno». Lo sciopero bianco non è altro che la richiesta degli avvocati di applicazione anche formale delle regole e degli adempimenti processuali e consiste nel: - non curare personalmente la verbalizzazione nelle cause civili ma richiedere al Giudice autorizzazione a dettare le proprie deduzioni in udienza (art. 84 co. 3 disp. att. c.p.c.), chiedendo che la verbalizzazione sia effettuata dal Cancelliere a ciò appositamente designato (art. 57 c.p.c.), o personalmente dal Giudice; - non curare la stesura di atti o provvedimenti di competenza e/o a sottoscrizione del Magistrato o del Cancelliere, in particolare evitando di redigerne e/o di predisporne il testo; - chiedere il puntuale e rigoroso rispetto delle norme di procedura che disciplinano la trattazione delle udienze, pretendendo in particolare che l’udienza di fronte al Giudice Istruttore si svolga in forma non pubblica (art. 84 disp. att. c.p.c.) e con le modalità previste, e quindi con chiamata singola e solo alla presenza delle parti e dei loro difensori; - chiedere (anche tramite il competente Consiglio dell’Ordine) in ossequio all’art. 83 disp. att. c.p.c., che i Giudici fissino preventivamente all’inizio dell’udienza l’ordine di trattazione delle cause, dando la precedenza a quelle per le quali sono stati abbreviati i termini e negli altri casi di legge; - non fornire strumenti, materiale cartaceo o di cancelleria di sorta agli Uffici Giudiziari, neppure se richiesto, né al momento dell’iscrizione a ruolo della causa né durante lo svolgimento della stessa; - non sostituirsi ai commessi e/o al personale di cancelleria per lo svolgimento di alcuna attività e in particolare non curare personalmente né tramite propri incaricati il prelievo dei fascicoli dalle Cancellerie e l’effettuazione delle fotocopie, pretendendo invece che queste gli vengano rilasciate dalla Cancelleria nei termini previsti, e comunque in tempi idonei a non costituire ostacolo allo svolgimento del mandato difensivo, dietro pagamento dei relativi diritti (art. 58 c.p.c.), segnalando eventuali inadempimenti occorsi al Consiglio dell’Ordine e, ove occorra, alla Procura; - non prendere visione di provvedimenti adottati dal Giudice, pretendendo che gli stessi gli vengano comunicati come per legge a mezzo Ufficiale Giudiziario o forma equivalente; - pretendere dagli Ufficiali Giudiziari il rilascio di idonea ricevuta all’atto della richiesta e del pagamento di notifiche, pignoramenti, ecc. (OUA, comunicato 8 maggio 2012) / organismo unitario dell'avvocatura / sciopero bianco / Maurizio de Tilla / crisi economica / (Torna su) Articoli Biblioteca Convegni Leggi Amministrativo Circolazione stradale Civile Fisco e tributi Lavoro Mediazione civile Penale Politica ed Economia Professioni e concorsi Altalex Sondaggi AltalexPedia Dizionario Giuridico Gazzetta Ufficiale Mappa di Altalex Codice della mediazione commentato - in omaggio versione eBook (ed. 2012) Volume, segnalazione del 06.02.2012 (Rocchina Staiano) Codice Civile Codice Proc. Civile Codice Penale Codice Proc. Penale Codice Assicurazioni Codice della Strada Codice degli Appalti Codice del Turismo Legge 241/90 Legge Fallimentare TU Immigrazione TU Enti Locali Codici A-Z PRENDI LE NEWS Inserisci il ticker delle news di Altalex sul tuo sito. COLLABORA Partecipa attivamente alla crescita del web giuridico: consulta le modalitˆ per collaborare ad Altalex . Inviaci segnalazioni, provvedimenti di interesse, decisioni, commenti, articoli, e suggerimenti: ogni prezioso contributo sarˆ esaminato dalla redazione. www.infoimprese.it nomeprodotti NOTIZIE COLLEGATE OUA: sciopero bianco degli avvocati dal 15 maggio al 16 giugno (OUA, comunicato 27.04.2012) Master breve in Diritto Industriale BOLOGNA dal 12 maggio - 5 incontri, 25 ore in aula - 24 crediti formativi avvocati Il Custode Giudiziario e la liberazione nelle esecuzioni immobiliari ROMA 25 e 26 maggio - Dott G. Fanticini, 12 crediti avvocati Altri eventi >> LUIGI PARENTI Specializzato in pubblico impiego,dipendenti militari, pensioni.Abilitato alle giurisdizioni superiori, domiciliazioni per Cassazione e Consiglio di Stato Elenco Avvocati >> Inserisci il tuo studio>>

domenica 29 aprile 2012

IL MANCATO DEBUTTO DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO

Potrebbe rappresentare un'interessante rimedio per le misure detentive alternative. Al contrario, il costosissimo apparecchio, frutto di una convenzione ultradecennale tra Ministero e Telecom, stenta a decollare. PERCHE'? Arresti d'avanguardia tra sprechi e scandali Braccialetto elettronico per detenuti, in Molise un caso da 700 mila euro La storia dell’indiano ai domiciliari nella sua casa di Baranello al centro dell’Arena di Massimo Giletti. Su RaiUno il Molise come esempio di utilizzo di uno strumento diffuso in Francia e in Inghilterra e assolutamente snobbato in questo Paese. Eppure lo Stato continua a rinnovare costosissime convenzioni. Il giudice del tribunale di Campobasso, Vincenzo Di Giacomo, tra i rarissimi innovatori: è lui che ha inflitto la pena moderna allo straniero. In Francia e in Inghilterra è una pratica molto diffusa. In Italia una rarità e il Molise è i pochi posti che fanno eccezione. Il giudice del Tribunale di Campobasso, Vincenzo Di Giacomo, ha messo in pratica la sperimentazione con l’indiano, assistito dall’avvocato molisano Giuseppe de Rubertis. Lo straniero sconta la pena a casa, monitorato dal braccialetto, e il Molise così diventa per una volta davvero europeo. Di Giacomo dunque è tra i pochissimi magistrati italiani che hanno provato a testare, dimostrando di crederci, l’efficacia dello strumento, la cui fase di sperimentazione è partita in undici anni fa e poi è assurta a sistema, non praticato però. A dispetto della mancata risposta da parte di chi stabilisce la punizione per chi ha violato la legge, l’autorità giudiziaria, lo Stato ha continuato a rinnovare costosissime convenzioni. L’ultima, viene detto e ripetuto all’Arena di Giletti - l’ha stipulata poco tempo fa proprio il ministro dell’Interno Cancellieri. La realtà che emerge - in termini di spesa pubblica - è inquietante. 110 milioni nel totale. Nella puntata di Giletti trasmessa domenica 29 aprile si ironizza: il braccialetto elettronico molto più costoso di un prezioso bracciale del gioielliere più quotato di Roma. 700 mila euro è la cifra che ripete, incredulo, il conduttore. Provare a capire le ragioni di uno sperpero scandaloso è naturale. E a tentare una giustificazione del mancato utilizzo è stato direttamente il giudice di Di Giacomo. Ai microfoni di RaiUno il magistrato molisano sostiene che non ci sarebbero «fatti addebitabili» ai suoi colleghi togati, per questo uso «evidentemente - riconosce anche Di Giacomo -, limitato dello strumento». A suo avviso la colpa sarebbe un’altra: «L’uso sarebbe stato più esteso se l’informazione fosse stata maggiore». Chissà. Il problema resta però in un’Italia stanca di soldi che non ci sono per le persone comuni e sempre più stremata da scandali per cattiva amministrazione. In dieci anni sono stati spesi 110 milioni per un sistema di controllo sostitutivo delle carceri nei fatti completamente snobbato. Ad eccezione di pochissimi giudici come il giudice di Campobasso. «Il costo del braccialetto deve essere ridotto perché evidentemente a costi così alti a sfoltire le carceri non ci riusciremo mai. Questo tipo di braccialetto con il sistema gsm o con il sistema gps equivale a un navigatore satellitare di un’automobile. Quanto costa un tom tom?», chiede polemicamente il giudice. Attorno ai cento euro. Cifra assai distante dai gioielli di Roma e dal braccialetto che controlla i passi di un detenuto in casa sua. A Baranello l’indiano in fondo deve pensarla così.

mercoledì 25 aprile 2012

PER UGO DE VIVO SINDACO

ALLE AMMINISTRATIVE DEL 6 E 7 MAGGIO 2012 CHE INTERESSERANNO IL CAPOLUOGO PENTRO, ANCHE L'AVVOCATO LAURA CALVANESE SOSTERRA' L'ELEZIONE DI UGO DE VIVO. L'AVVOCATO UGO DE VIVO E' STATO, ED E' ANCORA, IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL' ORDINE DEGLI AVVOCATI D ISERNIA.

mercoledì 18 aprile 2012

AVVOCATO UGO DE VIVO CANDIDATO SINDACO DI ISERNIA

Per le Comunali del 2012 il Capoluogo Pentro sceglie nuovamente un Avvocato affermato:stavolta, a farlo, è una sinistra più compatta che mai, appoggiata in questo anche dalle liste del PSI e dell'IDV di Di Pietro. L'Avv. Ugo De Vivo è da oltre un decennio il Presidente dell'ordine degli Avvocati di Isernia.

martedì 3 aprile 2012

AVVOCATI IN TRINCEA

IL RUOLO DEL LEGALE, DA SEMPRE A CONTATTO CON LE DIFFICOLTA' DELLA SOCIETA', AFFRONTA, ORA PIU' CHE MAI, LE DIFFICOLTA' DEL NOSTRO TEMPO. E' IL CASO DELLA NOSTRA BRILLANTE COLLEGA GIULIA BONGIORNO, PALADINA DELLE PARI OPPORTUNITA', E COSTRETTA A LOTTARE, SUO MALGRADO, PER DIFENDERE SE STESSA. Roma, 3 apr. (TMNews) - Giulia Bongiorno è vittima di stalking, da parte della stessa persona che 'perseguita' anche Michelle Hunzinker. L'avvocato e parlamentare lo racconta in un'intervista esclusiva al settimanale 'Oggi', in edicola da domani: "è stato quasi un contagio, perseguitava lei e ha ritenuto di perseguitare anche me. Ora telefona ogni giorno allo studio, mi scrive fax". Come si difende da questi attacchi? "Con quest'uomo combattiamo da un bel po', è stato pure già processato. Cerco di arginarlo, non gli do retta, al telefono faccio rispondere dai miei collaboratori. Però, ecco, è abbastanza insistente". È spaventata? "Non si vive bene, nel timore. Condiziona tutte le tue scelte. Così ho imparato a metterlo da parte. Di minacce me ne arrivano oggettivamente tante, persino da persone che si arrabbiano perché vogliono essere assistite da me e io non posso aiutarle. Ma devo fare un po' finta di niente e andare avanti, altrimenti ne risentirei troppo"