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mercoledì 2 maggio 2012

INTEREST RATE E CONTRATTI DI SWAP:UNA GESTIONE CONSAPEVOLE

Convegno di formazione accreditato presso l'Ordine degli Avvocati di Verona (n.3 crediti formativi) L'ANALISI QUANTITATIVA DEGLI INTEREST RATE SWAP, DELLE GESTIONI PATRIMONIALI E DEI BOND LEHMAN BROTHERS PER IL RECUPERO DELLE PERDITE FINANZIARIE May 25, 2012 at 2:30 PM - 6:30 PM Hotel B4 Verona Leon d'Oro by Boscolo viale Piave n. 5 Verona http://www.martingalerisk.com/blog/ Gli interest rate swap costituiscono uno degli strumenti piu' diffusi tra le imprese per la gestione del rischio di tasso d'interesse. In base all'esperienza di Martingale Risk, in moltissimi casi questi contratti possono nascondere criticita' tali da mettere in pericolo la stessa sopravvivenza dell'impresa.E' cruciale saper interpretare un contratto irs sia prima che dopo la stipula per poter comprendere quali rischi sono effettivamente coperti ed a quali eventuali rischi aggiuntivi viene esposta l'impresa con l'acquisto di un irs. Martingale Risk, societa' di ingegneria finanziaria altamente specializzata nell'analisi quantitativa dei prodotti finanziari e degli strumenti derivati, rappresenta un punto di riferimento in Italia nelle negoziazioni tecniche per il recupero delle perdite finanziarie subite da imprese, enti locali e risparmiatori. Al riguardo di quest'ultima categoria e' emblematico il caso delle obbligazioni strutturate emesse dalla Banca d'affari americana Lehman Brothers, fallita il 15 settembre 2008 ed i contratti di Gestione patrimoniale i cui portafogli ancora oggi incorporano tanti altri titoli mobiliari in perdita come ad esempio Bank of Ireland ed i Titoli di Stato greci.

domenica 29 aprile 2012

IL MANCATO DEBUTTO DEL BRACCIALETTO ELETTRONICO

Potrebbe rappresentare un'interessante rimedio per le misure detentive alternative. Al contrario, il costosissimo apparecchio, frutto di una convenzione ultradecennale tra Ministero e Telecom, stenta a decollare. PERCHE'? Arresti d'avanguardia tra sprechi e scandali Braccialetto elettronico per detenuti, in Molise un caso da 700 mila euro La storia dell’indiano ai domiciliari nella sua casa di Baranello al centro dell’Arena di Massimo Giletti. Su RaiUno il Molise come esempio di utilizzo di uno strumento diffuso in Francia e in Inghilterra e assolutamente snobbato in questo Paese. Eppure lo Stato continua a rinnovare costosissime convenzioni. Il giudice del tribunale di Campobasso, Vincenzo Di Giacomo, tra i rarissimi innovatori: è lui che ha inflitto la pena moderna allo straniero. In Francia e in Inghilterra è una pratica molto diffusa. In Italia una rarità e il Molise è i pochi posti che fanno eccezione. Il giudice del Tribunale di Campobasso, Vincenzo Di Giacomo, ha messo in pratica la sperimentazione con l’indiano, assistito dall’avvocato molisano Giuseppe de Rubertis. Lo straniero sconta la pena a casa, monitorato dal braccialetto, e il Molise così diventa per una volta davvero europeo. Di Giacomo dunque è tra i pochissimi magistrati italiani che hanno provato a testare, dimostrando di crederci, l’efficacia dello strumento, la cui fase di sperimentazione è partita in undici anni fa e poi è assurta a sistema, non praticato però. A dispetto della mancata risposta da parte di chi stabilisce la punizione per chi ha violato la legge, l’autorità giudiziaria, lo Stato ha continuato a rinnovare costosissime convenzioni. L’ultima, viene detto e ripetuto all’Arena di Giletti - l’ha stipulata poco tempo fa proprio il ministro dell’Interno Cancellieri. La realtà che emerge - in termini di spesa pubblica - è inquietante. 110 milioni nel totale. Nella puntata di Giletti trasmessa domenica 29 aprile si ironizza: il braccialetto elettronico molto più costoso di un prezioso bracciale del gioielliere più quotato di Roma. 700 mila euro è la cifra che ripete, incredulo, il conduttore. Provare a capire le ragioni di uno sperpero scandaloso è naturale. E a tentare una giustificazione del mancato utilizzo è stato direttamente il giudice di Di Giacomo. Ai microfoni di RaiUno il magistrato molisano sostiene che non ci sarebbero «fatti addebitabili» ai suoi colleghi togati, per questo uso «evidentemente - riconosce anche Di Giacomo -, limitato dello strumento». A suo avviso la colpa sarebbe un’altra: «L’uso sarebbe stato più esteso se l’informazione fosse stata maggiore». Chissà. Il problema resta però in un’Italia stanca di soldi che non ci sono per le persone comuni e sempre più stremata da scandali per cattiva amministrazione. In dieci anni sono stati spesi 110 milioni per un sistema di controllo sostitutivo delle carceri nei fatti completamente snobbato. Ad eccezione di pochissimi giudici come il giudice di Campobasso. «Il costo del braccialetto deve essere ridotto perché evidentemente a costi così alti a sfoltire le carceri non ci riusciremo mai. Questo tipo di braccialetto con il sistema gsm o con il sistema gps equivale a un navigatore satellitare di un’automobile. Quanto costa un tom tom?», chiede polemicamente il giudice. Attorno ai cento euro. Cifra assai distante dai gioielli di Roma e dal braccialetto che controlla i passi di un detenuto in casa sua. A Baranello l’indiano in fondo deve pensarla così.

mercoledì 18 aprile 2012

AVVOCATO UGO DE VIVO CANDIDATO SINDACO DI ISERNIA

Per le Comunali del 2012 il Capoluogo Pentro sceglie nuovamente un Avvocato affermato:stavolta, a farlo, è una sinistra più compatta che mai, appoggiata in questo anche dalle liste del PSI e dell'IDV di Di Pietro. L'Avv. Ugo De Vivo è da oltre un decennio il Presidente dell'ordine degli Avvocati di Isernia.